Il Concerto all’alba a Villa Rufolo: la Follia sarebbe rinunciarci

…Aurelio Canonici, che da qualche anno è direttore della prestigiosa sezione sinfonica del Ravello Festival, si pone in prima persona alla guida dell’orchestra impegnata a Villa Rufolo, proponendo programmi ammalianti, ma non banali…Il Preludio del I atto del Lohengrin di Wagner, autore molto caro a Canonici e da questi approfonditamente indagato…Belle sonorità quelle della Savaria, guidata con sicurezza scorrevole.
…Con l’Ouverture da Le nozze di Figaro Canonici sa fare emergere le trame contrappuntistiche senza imporre enfasi né molteplicità forzate di piani sonori; l’orchestra, livellando i volumi tra le sezioni, restituisce quasi clavicembalisticamente il tessuto musicale.
…Nei Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij Canonici ha saputo riprodurre le diverse atmosfere dei singoli brani con meticolosa cura: dal grottesco di Gnomus, alla giocosità di Tuileries, alla cupezza di Catacombe alla maestosità trionfale di La grande porta di Kiev, che per gli spettatori si è aperta sull’alba della Costiera Amalfitana.
…Dopo prolungati e non assonnati applausi alla Savaria e ad Aurelio Canonici, arriva un primo, inatteso, fuori programma: una delicata composizione dello stesso direttore, Aura, che prende forma dal silenzio appena accarezzato da lontani echi della natura che saluta la notte, con lieve garbo aggiunge al movimento a corale degli archi ora questo ora quello strumento a fiato per riconsegnare un silenzio, che è sempre diverso e sempre pronto a far nascere ancora la musica.

Dario Ascoli, Oltrecultura, 11 agosto 2010